Rosa

Sono Rosa e lavoro presso lo Studio Dentistico del Dottor Scanferla da circa un anno e mezzo come Assistente alla Poltrona.
Oltre ad assistere il medico, il mio ruolo consiste nell’accudire il paziente, offrendogli disponibilità e gentilezza, mettendolo a proprio agio, rassicurandolo. Sin dal suo ingresso in sala, il paziente deve acquisire fiducia nell’ambiente in cui viene accolto, in modo che il medico possa lavorare con serenità avendo ottenuto la sua collaborazione.
Assisto il Dottor Scanferla in ogni pratica odontoiatrica – conservativa, endodonzia, protesi, chirurgia e chirurgia implantare. Quest’ultima, rispetto alle altre, richiede una maggior assistenza nella preparazione del paziente all’intervento. Prima dell’ingresso del paziente, il campo operativo subisce una specifica preparazione di sterilizzazione della durata di circa quindici minuti: dopo aver effettuato il lavaggio sterile delle mani ed aver indossato camici, mascherine, copricapo e guanti rigorosamente sterili e monouso, gli strumenti che verranno utilizzati durante l’intervento, vengono aperti ed adagiati su teli sterili. Conclusa questa fase, il paziente può entrare e accomodandosi deve effettuare uno sciacquo della bocca con clorexidina pura, per disinfettare il cavo orale, ed essere ricoperto con un telo sterile; a questo punto il campo operativo è asettico e l’intervento può avere inizio.
Al termine di questa, come di ogni altra pratica odontoiatrica, le superfici venute a contatto con il paziente vengono pulite con disinfettanti e panni monouso.
Tutto il materiale non monouso utilizzato nello studio, segue una rigorosa procedura per l’eliminazione di agenti patogeni in modo da impedire la possibilità di trasmissione di infezioni: con l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale (guanti, mascherina, occhiali protettivi e cuffia), gli strumenti vengono prima immersi in una vaschetta contenente una soluzione decontaminante, poi lavati sotto acqua corrente con spazzolini, per rimuovere tutti i residui di materiali, ed immersi nella vaschetta ad ultrasuoni, contenente detergente diluito con acqua, che ad alta temperatura, consente l’eliminazione dello sporco da fessure e microstrumenti e la diminuzione della carica microbica. Terminato il ciclo nell’apparecchio ad ultrasuoni, gli strumenti vengono risciacquati accuratamente, asciugati, imbustati, sigillati e sterilizzati in autoclave a vapore per 40 minuti a 135°. Inoltre, l’autoclave subisce periodicamente un test di controllo per garantire il corretto funzionamento.
Terminando, penso che a me spetta soprattutto questo incarico, ossia quello di rispettare alla lettera questo protocollo per garantire ai pazienti un elevato standard di sicurezza.